Nel 1977 Ridley Scott sceglie il titolo di un testo di William Burroughs (Blade Runner) per un film che reinterpreta un racconto di Philip Dick: Do androids dream of electric sheep? Dall’incontro prende forma l’immaginario della mutazione tecnologica e culturale in corso negli anni ottanta.
Burroughs e Dick hanno descritto il linguaggio come un virus che si è insinuato nell’organismo umano, ha trasformato la sua biologia, ha inibito la facoltà del silenzio. Per il virus della parola non esiste immunità: da questa intuizione prende forma l’immaginario della mutazione tecnologica e culturale in corso oggi.

Disegni Gianluca Costantini, testi Franco Berardi Bifo